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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Storia

L'origine di Bottidda si perde nella notte dei tempi. Secondo alcuni studiosi il centro potrebbe essere stato fondato dai greci, come primo agglomerato urbano dell'Alta Valle del Tirso, col nome di Gocille: era questa, infatti, l'antica denominazione di Bottidda.

La sua ubicazione originaria era, però, più a occidente, nel colle di Su Pitzu, conosciuto anche come colle di Sant'Istevene, dove a testimonianza del passato erano visibili, fino a qualche hanno fa, i ruderi di una piccola e antica chiesa, dedicata appunto a Santo Stefano.

Si suppone che gli abitanti di Gocille siano scesi più a valle, nell'attuale posizione ai piedi del Monte Corona, soltanto intorno al secolo XV. Nel nuovo agglomerato urbano la popolazione costruì nuove chiese, quelle di Santa Maria (dove oggi sorge la chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Rosario), Santu Raffallu, Santu Bonifassiu, Santu Nigola, Santa Rughe, Santu Pedru, Santu Juanne(su cui sorge la chiesa di S.Maria degli Angeli).

Raggiunta una certa importanza, per aver esteso il suo influsso commerciale a tutta la vallata, il nome di Gocille si identifica gradualmente con tutto il territorio dell'Alta Valle del Tirso, per cui l'insieme dei villaggi sorti via via nella zona venne denominato Goceano.

Nella prima metà del secolo XII la rocca di Gocille attirò l'attenzione dei Giudici di Torres che, nel 1131-1133, vi costruirono il Castello del Goceano.

L'importanza assunta da Gocille in epoca medioevale è confermata anche dalla presenza nel suo territorio di due conventi francescani: uno edificato a Monte Rasu nel 1220, ancora accessibile e che risulta essere il primo convento francescano in Sardegna e l'altro (1640) alla periferia del centro abitato, di cui resta a testimonianza la chiesa di S.M. degli Angeli.

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