CONTENUTO DELLA PAGINA

CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Ambiente

Un'attrattiva di grande interesse viene dall'ambiente piuttosto variegato: colline, montagna, pianura, fiume e laghetti, facilmente raggiungibili attraverso una fitta rete di strade e sentieri.

La montagna è ricca di lecci, querce, castagni, sorgenti perenni e selvaggina. Tra la diffusa presenza di piante secolari emerge su tutte il maestoso olivastro millenario, che a valle, sulla riva sinistra del fiume Tirso, si erge di fronte al nuraghe S'Orculana. Uno dei più antichi esemplari della Sardegna e dell'Europa, sopravvissuto all'oltraggio delle intemperie e degli incendi boschivi. Il suo impatto visivo raggiunge il massimo livello solo ad una vista ravvicinata, infatti i suoi 14 metri di circonferenza alla base e i 10 metri al tronco, stupiscono il visitatore.

Merita di essere visitato, e non solo per il suo incantevole aspetto paesaggistico, il Monte Rasu che, a oltre 954 m. di quota, ha visto nascere il primo convento francescano dell'isola. Costruito nel 1220, fu sede, infatti, dei francescani (Minori Osservanti prima e Minori Conventuali poi) che, chiamati da Mariano II, si stabilirono nel territorio di Bottidda, operandovi a lungo, costruendo inoltre verso il 1580 anche un altro convento alla periferia del centro abitato, di cui oggi resta soltanto la chiesa di Santa Maria degli angeli. Il convento di Monte Rasu, che necessita oggi di adeguati interventi di restauro, esercita ancora un fascino particolare per la sua lunga storia, ma soprattutto per aver ospitato dal 1237 al 1250 il Beato Giovanni Parenti, compagno di S. Francesco e primo Generale dell'Ordine, deceduto proprio a Monte Rasu nel Gennaio del 1250 e sepolto nella piccola chiesa annessa al convento. Dopo il decreto di chiusura del 1769, i frati lasciarono il convento che, passato nel 1855 alla Cassa Ecclesiastica, venne venduto a privati nel 1860 e adibito a casa colonica. Nel 1927, in occasione del 7° centenario della morte di S.Francesco, il nuovo proprietario, Pellegrino Giannasi, fece restaurare la chiesetta che, restituita al culto dal Vescovo di Ozieri, divenne nuovamente meta di pellegrinaggio per un gran numero di fedeli del Goceano e di altre aree della Sardegna. Ancora oggi numerosi pellegrini vi si recano puntualmente il 2 agosto, ricorrenza della Porziuncola o Perdono di Assisi, e il 4 ottobre, festa di San Francesco.

Torna all'inizio della pagina

AIUTI, SOTTOMENU DELLA PAGINA E ALTRE SEZIONI DEL SITO

Torna all'inizio della pagina